di Bruna Larosa
Precario è il termine con cui si identificano tutte quelle persone non inserite in maniera stabile nel mondo del lavoro. Precario è una parola molto in voga, "precarietà dei sentimenti", precarietà nei matrimoni... Quella torta ha un equilibrio precario.... Il tempo è precario... Insomma, ossessionati come siamo abbiamo fatto diventare precaria ogni cosa.
Essere precari, nella realtà, non significa "solo" non avere stabilità, significa più che altro, non avere libertà.
Se lavori come precario sei un moderno schiavo di chi ti fa lavorare. Tu dai il massimo. Tu ci speri che le cose vadano al meglio "perché magari poi si vede". La verità è che si passa da uno schiavista all'altro e si guadagna solo tanta stanchezza, tanta disillusione...
Essere precari significa vivere di speranze mozzate, di progetti a metà, di genitori ansiosi che vegliano sui nostri sogni. Significa anche vivere di figli che non nasceranno.
Poi ti consigliano: un bambino fallo comunque. Per essere felici basta essere in due... Non so come vedere questo punto di vista: quando mi arriva la bolletta della luce non mi sembra di poter pagare con un foglio su cui ho stampato dei baci col rossetto.
La precarietà oggi è tutto, ma la cosa peggiore è che a volte conviene addirittura.
Pensate agli stipendi da fame con cui vogliono imbrigliarvi e ponderate, davvero, su quanto sia difficile alzarsi la mattina dal letto. Vale davvero la pena? Cos'è la vita di un precario? Un soffio da alimentare tra uno sfruttamento e l'altro, creando delle condizioni per cui non c'è speranza di aver di meglio e quindi ci si piega al primo lavoro stabile, anche se non convince pienamente.
Ph. Internet
Articoli di attualità e di cultura e, poi, un progetto personale: "Sogni in un Pugno", per parlare di quelli che ce l'hanno fatta. Non a diventare famosi o a prendere l'Oscar: semplicemente a trovare una strada mentre tutto sembra tenebre e tempesta.
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giovedì 22 gennaio 2015
martedì 14 giugno 2011
Stilisti eccellenti
di Bruna Larosa
Il video celebrativo dei quindici anni di Moda Movie apre le scene dell’evento 2011, mentre il pubblico delle grandi occasioni ha ormai preso posto tra platea e palchetti del Teatro Rendano. I presentatori, Leyla Pafumi e Nino Graziano Luca, danno quindi inizio alla serata che si concluderà con la proclamazione dello stilista vincitore della competizione. Il titolo dell’evento Moda Movie di quest’anno è stato “Mediterraneo, il mare di mezzo”; un tema dalla forte accezione evocativa poiché gioca con la stessa etimologia del termine Mediterraneo che significa propriamente “in mezzo alle terre”, alludendo a tutto ciò che la sua collocazione ha comportato e comporta. Tra passi felpati e cadenzati sfilano delle vere e proprie opere d’arte; alcune stravaganti, altre estrose, altre lineari, ma tutte caratterizzate da quell’alone di “novità” che ha fatto conquistare loro la finale del Moda Movie 2011.
L’emozione dei ragazzi in gara è stata tangibile in ogni fase dello spettacolo, come venivano annunciati i nomi dei creatori e uscivano le modelle, si potevano seguire con lo sguardo le emozioni degli stilisti in erba che prima abbassavano gli occhi e poi osservavano le reazioni del pubblico con timore reverenziale, loro, tutti vicini sullo stesso palchetto, eppur contemporaneamente al centro della scena grazie agli abiti venuti fuori dalla loro fantasia e dal loro impegno. Il pubblico apprezza, rimane rapito e affascinato: ogni uscita da dietro le quinte provoca un nuovo stupore. Non si ha neanche il tempo di riaversi: la carrellata è ben organizzata e le modelle, dallo sguardo magnetico e impassibile, si susseguono ad un ritmo incalzante. Ammaliati dai miti e dalle leggende, dalla realtà che l’Italia e in particolare il Sud ha la possibilità di interiorizzare ogni giorno, sono nate creazioni di pregio che hanno coinvolto pubblico e giuria. Il patron della manifestazione, Sante Orrico, guarda tutto con estrema soddisfazione.
L’evento Moda Movie è ormai un immancabile appuntamento nel panorama artistico culturale cosentino, tutto ha avuto inizio nel 1997 e da allora non ha mai smesso di mietere successi tanto che numerose personalità si sono successe sul palco del Teatro Rendano, cornice dell’evento e cuore della pittoresca Cosenza vecchia. Il comitato tecnico scientifico, presentato da Mario Tursi Prato, ha valutato le opere in concorso si è avvalso di prestigiosi nomi della moda e dello stile, da docenti universitari a giornalisti di moda ed esperti del settore.
Pur non coinvolgendo solo artisti italiani la serata si è prestata a far conoscere alcune delle eccellenze calabresi e in particolare cosentine. Si tratta di Laura Bilotta e Giovanni Tocci, giovani tuffatori cosentini già insigniti di prestigiosi premi agonistici. Ma numerosi anche gli altri riconoscimenti, i Press Award e gli Special Award, che sono stati dati nel corso della serata. I Riconoscimenti Speciali sono andati a Liliana Tudini, conosciuta per il suo impagabile contributo per il successo del made in Italy nel corso della sua trentennale carriera e a Beppe Pisani, per la sua attenzione alla ricerca dello stile e della formazione e per il suo riguardo verso le Scuole e le Accademie di moda. Un riconoscimento anche per Barbara Pasquini, per la competenza nel campo dei tessuti e degli accessori, con particolare riferimento alle Collezioni Haute Couture Magazine; mentre è per Leyla Pafumi il Press Award 2011 per la comunicazione televisiva. Nel corso della serata l’esibizione dei Viborlime Ottoni, formatisi presso il Conservatorio di Musica F. Torrefranca di Vibo Valentia, ha allietato con coinvolgenti interpretazioni del repertorio classico la platea.
L’evento si è infiammato per la presenza di una stilista d’eccezione, Walid Atallah, special guest della serata e griffe libanese di fama mondiale. La collezione presentata a Cosenza ha sottolineato la linea raffinata ed elegante della donna immaginata dalla Atallah, abiti caratterizzati da tessuti morbidi che fasciano il corpo e colori luminosi che ne sottolineano le forme. Diversi i consigli per i giovani stilisti, dall’originalità alla cura dei più piccoli particolari, proprio quelli che possono fare la differenza. Tra luci e colori si è ormai giunti al momento di proclamare i vincitori, la tensione tra i partecipanti è tangibile, mentre si annuncia che dal verdetto della giuria verranno eccezionalmente fuori, oltre i tre premi canonici, anche due menzioni speciali. Le menzioni vanno a Paula Arbac di San Paolo, Brasile e ad Annalisa Di Lazzaro, di Rocca Imperiale in provincia di Cosenza. Terzo premio per l’interpretazione del Mediterraneo a Veronica Giaimo di Agropoli, Salerno, il secondo attribuito a Luigia Salvato, mentre il vincitore della competizione è Giovanni Percacciuolo di Cerisano, Cosenza, che emozionatissimo ringrazia la sua famiglia per il sostegno e l’Accademia di Moda di Napoli per la formazione. I riflettori si spengono con un arrivederci al prossimo anno, per farci nuovamente affascinare dalla moda, dalla musica e dai colori che il Moda Movie riesce a portare nella città di Cosenza.
Pubblicato sul n. 23 in edicola da sabato 11 giugno 2011
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domenica 16 gennaio 2011
Cucire il proprio futuro
di Bruna LarosaSi toccano con mano i propri sogni quando con passione e dedizione ci si dedica ad un’arte particolare: inventare e creare abiti. Come in un comune progetto si mette prima su carta il modello dei propri sogni, linee sottili, via via più sicure, poi lo si trasforma in un vero abito con eleganza e maestria. E’ da un’idea creativa e pulsante che nasce un abito, prima nella mente dello stilista, poi dalla sua matita e, infine, dalla carta alla stoffa! Inseguendo il desiderio di realizzare un proprio brand la figura dello stilista equivale a quella dell’artista, poiché questi come ogni esteta si prodiga a realizzare ciò che immagina. Quando dal gusto dell’ideatore vien fuori un modello apprezzato e richiesto anche da altri c’è la possibilità di fare la differenza e di schiudere le porte del mondo della moda.
Parlare con una persona che vive queste emozioni fa emergere tutta l’attenzione verso i piccoli particolari, che sono poi i segni distintivi del talento; mentre la stoffa scivola tra le dita in un clima in cui si respira il fervore di chi crea e ama creare. È questo il mondo che ci ha svelato Rosita Trifilio, ragazza semplice dal sorriso pulito che frequenta l’accademia New Style di Cosenza e con impegno e abnegazione coltiva il sogno di diventare una stilista di fama.
Come è nata la sua passione per la moda?
Non c’è stato un momento preciso, ho sempre avuto una grande passione per il disegno; sin dalle scuole elementari disegnavo vestiti, sognando sfarzosi ed elegantissimi abiti da sposa e da cerimonia. Da sempre ho visto nei semplici e ingenui scarabocchi che tracciavo abiti veri, che avrei potuto realizzare nel mio futuro. Un aneddoto di famiglia vuole che io abbia questa passione poiché sarei il risultato di due lavori fusi perfettamente insieme, quello di mio padre, imbianchino e di mia madre, sarta: cosa poteva venir fuori se non una persona con tanta creatività? In realtà fino a tre anni fa disegnavo solo per passione, ho frequentato un istituto tecnico commerciale vicino al mio paese, ma una volta finita la scuola ho deciso di riprendere il mio sogno.
Non c’è stato un momento preciso, ho sempre avuto una grande passione per il disegno; sin dalle scuole elementari disegnavo vestiti, sognando sfarzosi ed elegantissimi abiti da sposa e da cerimonia. Da sempre ho visto nei semplici e ingenui scarabocchi che tracciavo abiti veri, che avrei potuto realizzare nel mio futuro. Un aneddoto di famiglia vuole che io abbia questa passione poiché sarei il risultato di due lavori fusi perfettamente insieme, quello di mio padre, imbianchino e di mia madre, sarta: cosa poteva venir fuori se non una persona con tanta creatività? In realtà fino a tre anni fa disegnavo solo per passione, ho frequentato un istituto tecnico commerciale vicino al mio paese, ma una volta finita la scuola ho deciso di riprendere il mio sogno.
C’è qualche aneddoto in particolare che le ha aperto questa strada?
Effettivamente c’è un episodio particolare in cui ricordo di aver sentito dentro di me la volontà di diventare una stilista. Quand’ero piccola mia madre cuciva abiti per me e mia sorella in occasione di qualche festa di compleanno o di qualche matrimonio; ricordo in particolare un vestitino di velluto a coste blu scuro: non dimenticherò mai quel giorno! La premura di mia madre verso i dettagli perché calzasse al meglio e il taglio ricercato mi aprirono un mondo! In quell’occasione ho iniziato a pensare di diventare una stilista e creare abiti da poter vendere nei negozi.
Che tipo di studi sta seguendo per cercare di diventare una stilista?
Sto frequentando l’accademia di moda grazie alla quale sto acquisendo molte conoscenze storiche, pratiche e teoriche che mi stanno aiutando a crescere in questo ambito. Questo tipo di studi sono volti ad offrire attenzione ad ogni allievo perché ciascuno di noi deve riuscire ad affinare le proprie capacità. Proprio in questa ottica ho avuto la possibilità di partecipare a molti concorsi, che ci danno modo di conoscere i vari settori della moda prendendone visione personalmente. Proprio così si ottiene un bagaglio formativo e culturale ricco e adeguato per ogni occasione.
Sto frequentando l’accademia di moda grazie alla quale sto acquisendo molte conoscenze storiche, pratiche e teoriche che mi stanno aiutando a crescere in questo ambito. Questo tipo di studi sono volti ad offrire attenzione ad ogni allievo perché ciascuno di noi deve riuscire ad affinare le proprie capacità. Proprio in questa ottica ho avuto la possibilità di partecipare a molti concorsi, che ci danno modo di conoscere i vari settori della moda prendendone visione personalmente. Proprio così si ottiene un bagaglio formativo e culturale ricco e adeguato per ogni occasione.
Oltre a ciò che si può apprendere da altri c’è qualcosa di più?
Ci sono molte cose che nessuno ti insegna e se non le hai nel cuore e nella mente non puoi fare questo lavoro. A mio avviso tra queste ci sono dei requisiti essenziali quali la creatività, la conoscenza del settore, un bagaglio culturale non indifferente, fantasia e passione.
Ci sono molte cose che nessuno ti insegna e se non le hai nel cuore e nella mente non puoi fare questo lavoro. A mio avviso tra queste ci sono dei requisiti essenziali quali la creatività, la conoscenza del settore, un bagaglio culturale non indifferente, fantasia e passione.
Allora cosa significa essere una stilista?
Stilista è una parola piccola che racchiude in sé un mondo vasto e unico. In essa si ritrova la capacità di saper disegnare e anche la cultura, la creatività, le esperienze che ogni persona che vuole intraprendere questa strada cerca di trattenere in sé per trasformarle in creazioni.
Stilista è una parola piccola che racchiude in sé un mondo vasto e unico. In essa si ritrova la capacità di saper disegnare e anche la cultura, la creatività, le esperienze che ogni persona che vuole intraprendere questa strada cerca di trattenere in sé per trasformarle in creazioni.
Cosa si aspetta per il tuo futuro lavorativo?
Per il mio futuro mi auguro di iniziare a lavorare come stilista per qualche azienda del settore che riconosca la mia passione nel disegnare abiti. Se ciò non dovesse accadere comunque non mi arrenderei e cercherei di realizzare un mio marchio personale, così da aprire una serie di negozi con i miei abiti e dimostrare le mie capacità alle varie aziende del settore.
Per il mio futuro mi auguro di iniziare a lavorare come stilista per qualche azienda del settore che riconosca la mia passione nel disegnare abiti. Se ciò non dovesse accadere comunque non mi arrenderei e cercherei di realizzare un mio marchio personale, così da aprire una serie di negozi con i miei abiti e dimostrare le mie capacità alle varie aziende del settore.
Pubblicato su Mezzoeuro in edicola dal 10/01/2011
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