di Bruna Larosa
Articoli di attualità e di cultura e, poi, un progetto personale: "Sogni in un Pugno", per parlare di quelli che ce l'hanno fatta. Non a diventare famosi o a prendere l'Oscar: semplicemente a trovare una strada mentre tutto sembra tenebre e tempesta.
mercoledì 21 settembre 2011
Musica digitale per i giovani erasmus del Conservatorio
di Bruna Larosa
mercoledì 14 settembre 2011
In Cristo una cascata di vita
di Bruna Larosa
La Giornata delle Gioventù è un’esperienza totalizzante che porta folle di giovani a riunirsi di fronte ad un altare che si trasforma in un palcoscenico su cui si compie lo spettacolo della vita. Abbiamo parlato con Vittorio Scerbo, giovane di Marcellinara che ha preso parte all’ultima giornata della gioventù, che si è tenuta a Madrid.
Vittorio, come mai ha deciso di prendere parte alla Giornata Della Gioventù?
Quella della giornata mondiale della gioventù era un’esperienza che volevo vivere in prima persona perché chi vi aveva partecipato nel passato me ne ha parlato sempre come un’emozionante ed intensa esperienza di fede. Quest’anno, nel mese di aprile, si è presentata l’opportunità di parteciparvi e l’ho colta con grande entusiasmo.
Avendola sempre seguita, approfondendone i temi, leggendo le testimonianze e gli articoli dei giornali e seguendo le diverse dirette televisive, non potevo certo lasciarmi sfuggire l’occasione di viverla nella sua interezza direttamente, accanto a tanti giovani di altre nazioni, condividendo speranze, preghiere, canti e quella gioia che arriva dalla fede in Cristo Gesù. “Vivere questa esperienza che può essere decisiva per la vita, riprendendo le parole del Papa Benedetto XVI nel suo Messaggio per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù.
Come si è organizzato?
Ho partecipato alla GMG come membro di un gruppo di giovani del Movimento Apostolico, un’aggregazione ecclesiale di fedeli laici, che si adopera con un peculiare servizio di annunzio e ricordo del Vangelo di Cristo Gesù”.
La partecipazione è stata già in sé motivo di grande gioia: il musical originale del Movimento Apostolico “Alla tua ombra un canto”, di Cettina Marraffa, è stato selezionato tra le tante proposte culturali pervenute dalle realtà ecclesiali di tutto il mondo ed è stato inserito nell’Agenda culturale della GMG di Madrid con quattro spettacoli che sono andati in scena il 17 e 18 agosto nel Teatro Principe Gran Via della capitale spagnola. Il Musical, incentrato su alcuni miracoli di Gesù - alcuni video sono visualizzabili sul sito internetwww.movimentoapostolico.it - è stato portato in scena da un cast formato interamente da giovani che hanno voluto testimoniare gioiosamente il Vangelo nelle forme della nuova evangelizzazione, che mette insieme l’arte, il canto, la danza, la lirica, la musica, la preghiera, la meditazione.
Il messaggio del Musical, legato al Carisma del Movimento Apostolico, coglie nel pieno il senso della GMG così come ci hanno insegnato prima Papa Giovanni Paolo II ed oggi Papa Benedetto XVI: testimoniare senza paura al mondo l’amore di Dio per ciascuno di noi. Al passaggio di Cristo, l’umanità toccata dalla sua ombra rinasce alla vita: il corpo è sanato, l’anima guarita e la speranza riaccesa – questo il messaggio che il Musical ha voluto trasmettere ai partecipanti della GMG.
Come ha vissuto i giorni della GMG?
Nella settimana di Madrid tutto è stato vissuto intensamente: le catechesi in diverse lingue laddove si è potuto conoscere le esperienze di preghiera, le culture di tanti altri giovani, dialogando e scambiando esperienze radicati nell’amicizia con Cristo; i momenti di preghiera insieme al Santo Padre; la condivisione con i migliaia di giovani che hanno preso parte al nostro Musical della gioia di condividere insieme la fede, così come esortato da Papa Benedetto XVI.
Abbiamo trovato un’accoglienza formidabile nella struttura e nell’organizzazione: tant’è che anche gli stessi volontari della GMG hanno seguito anch’essi il Musical che abbiamo proposto con un entusiasmo incredibile.
L’emozione che terrà sempre con sé?
Due sono le immagini che ricordo con grande emozione di questa esperienza a Madrid che rimarrà incancellabile per tutta la vita: aver visto insieme giovani con diverse bandiere e provenienti dai posti più disperati che, nonostante le lingue diverse, si “accendono” nell’amore e nella gioia in Gesù con un semplice sorriso, scambio di mani, un canto, una preghiera, mi ha fatto conoscere come il linguaggio universale della fede è in grado di cambiare letteralmente il mondo e la vita di ciascuno; poi per l’esperienza diretta che ho vissuto lì con il Musical aver conosciuto tanti coetanei a cui è bastato riconoscersi nell’amicizia comune in Cristo Gesù, così come recitava lo slogan della GMG 2011, per sentire quell’emozione e quei sentimenti di pace, serenità, che sgorgano dalla fede. Il peso di quel “grazie” di tanti giovani alla fine di ogni rappresentazione mi riporta a quei visi e quegli occhi segnati dalle emozioni – le lingue erano diverse ma la fede parlava e toccava le stesse corde del cuore - e rimane il più bel dono ricevuto da questa meravigliosa esperienza che è stata la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid. “Una vera cascata di luce” che auguro a tutti di poter vivere.
domenica 14 agosto 2011
Datemi un foglio e una penna
di Bruna Larosa
Come è nata l'idea di scrivere questo libro?
L'idea di scrivere questo libro mi è balenata in testa un'estate di qualche anno fa. Mi trovavo a casa sul divano, con il pc acceso, e come spesso mi accade, ad un tratto ho iniziato a scrivere. Non avevo intenzione di fare del mio scritto un libro da pubblicare, solo successivamente decisi, raccogliendo fogli sparsi e file salvati sul computer, di riordinare il tutto per farne un'opera. Ne venne fuori un manuale d'amore molto simpatico, ironico e goliardico. Aspettai un altro po’ e finalmente un mese fa decisi di pubblicarlo. Io ho i miei tempi!
La letteratura è un campo difficile, eppure il suo esordio letterario è di qualche anno fa…
Mars & Venus non è la mia prima esperienza letteraria, nel 2008 scrissi un libro di poesie dal titolo "100 volte t'amo" e nel 2010 pubblicai "I cinici" (vignette sarcastiche improntate sul cinismo grottesco) con due amici che doverosamente cito: Gaspare Guzzo Foliaro e Lorena Castellano. Entrambe le opere mi diedero non poche soddisfazioni.
Qual è il messaggio che affida al suo scritto?
Il messaggio che vorrei comunicare è unicamente quello di non prendersi mai troppo sul serio. Leggendo Mars & Venus, i lettori scorgeranno infatti una voluta ironia, un'esasperata narrazione sotto forma di aneddoti, dei difficili rapporti che intercorrono dalla notte dei tempi tra uomo e donna, trattati al di là del mero studio antropologico dei generi.
Tra le pagine c’è un po’ di autobiografia? Di cosa si parla?
Sto per dire una cosa che probabilmente farà storcere il naso ai lettori: Mars & Venus racconta di loro. Non li ho mica spiati nella tranquillità di casa loro con un binocolo, ho solo raccolto e fatto tesoro dei loro racconti inerenti sia alla vita di coppia che alle divertenti vicissitudini dei single, e ne ho fatto un libro. Mi chiedi se c'è qualcosa di autobiografico, di mio, beh ti rispondo di sì, ma non posso dirti in quale paragrafo si parla di me! perderei il fascino della scrittrice misteriosa!
Cosa si aspetta per il futuro?
Dal futuro non mi aspetto niente, piuttosto è da me che mi aspetto qualcosa. So solo che non smetterò mai di scrivere. Scrivo per passione, ed è dalla passione che mi farò guidare. Datem
i
un foglio ed una penna ed il mio futuro lo leggerò nelle parole! Niente di più, niente di meno.
giovedì 4 agosto 2011
Catanzarese col Leone D'Oro

di Bruna Larosa
Quando ha scoperto la sua passione per il canto?
Ho iniziato a cantare all'età di sei anni, durante la notte di Natale. Studiavo anche danza, ma sentii che la passione per la musica era molto più forte, così iniziai a partecipare ai primi concorsi canori. È difficile spiegare cosa provassi da bambina, sentivo una grande emozione, ero felice sapevo dentro di me che avrei voluto cantare per il resto della mia vita!
Ha seguito un percorso di studi specifico?
Ho studiato per due anni canto e poi ho iniziato la mia “gavetta”. Ho avuto tante soddisfazioni, sono queste che mi spingono a lottare per il mio sogno. Non è facile, lo so, ma credo che chi ama veramente la musica non riesca a far a meno di cantare. Al di là del fatto di partecipare a programmi televisivi o diventare una pop star: quello che conta davvero è cantare...
Essere calabrese ha in qualche modo influenzato il suo sogno o il percorso che sta facendo per realizzarlo?
Devo ammettere che nascere in Calabria e decidere di intraprendere una carriera musicale non sia facile perché purtroppo la musica vive in altre realtà e bisogna sempre spostarsi. È da due anni che io non vivo in Calabria e questo mi dispiace molto. Amo la mia regione e sono fiera di essere calabrese, ma col tempo mi sono resa conto che era impossibile provare a realizzare il mio sogno rimanendo nella mia terra.
Qual è stata l'emozione più bella vissuta grazie al tuo sogno?
Il mio sogno mi permette di vivere la mia vita all'insegna di forti emozioni: quello che ti regala la musica è qualcosa di indescrivibile! Certo molte esperienze che ho fatto si sono risolte in grandi soddisfazioni e proprio queste, mi spingono a lottare ancora e a credere nel mio sogno.
Cosa ti aspetti dal punto di vista del tuo sogno per il futuro?
mercoledì 27 luglio 2011
Sceneggiatrice doc

di Bruna Larosa
Annalisa è un’artista originale, approda ancor bambina alla musica e da qui inizia il suo percorso che si risolve in una ricerca incessante attraverso l’arte e per l’arte. Dal pianoforte alle arti figurative fino ad intraprendere gli studi all’Unical nel corso di laurea in Comunicazione e Dams e scoprire la passione per il cinema. Abbiamo parlato con questa promettente artista che, ancora emozionata dalla serata, ci ha rivelato alcuni dei suoi segreti.
Quando ha scoperto Andy Warhol e perché è stata scelta la figura di questo artista per il cortometraggio che la vede protagonista?
La prima volta che mi avvicinai alla pop art, quindi all'icona di Andy è stato a 14 anni; mi innamorai di quello stile bizzarro, ma tanto suggestivo che mi affascinò a tal punto da iniziare anche io a dipingere secondo quel modello! Ho deciso di realizzare questo cortometraggio su di lui, per rivivere quei momenti, cercando di capire cosa si provava. Ho fatto ciò insieme ad una “squadra” di amici e conoscenti , ognuno ha contribuito con il suo sapere alla realizzazione dello short film.
Si è impegnata su due fronti: attrice e sceneggiatrice, quale ruolo è più arduo da interpretare?
E’ stato difficile essere sceneggiatrice, perché riportare su carta la mia visione mentale delle immagini è un compito davvero arduo e molto spesso ciò che uno scrive non è esattamente come lo ha immaginato! Fare l’attrice è stato divertente.
Qual è il fine di questa opera e quali emozioni vi ha dato?
L’amore per l’arte, ma soprattutto far vedere che in Calabria possiamo fare cinema, perché le eccellenze abitano anche qui da noi e non c’è bisogno di emigrare per realizzare un sogno. L’emozione più bella è stata proprio quella di lavorare in squadra per un obiettivo comune che si sta realizzando. Tutto ciò cullando il desiderio che questo sogno diventi una realtà Cinematografica Doc della Calabria.
Vuole rivelarci qualche progetto per il futuro?
martedì 5 luglio 2011
Quella classica musica popolare

Quando nascono gli Ars Enotria e con quale desiderio?
Nel 2004 abbiamo dato vita all´Ars Enotria Ensemble, una formazione con strumentazione classica che ripropone brani musicali appartenenti alla nostra tradizione. Non abbiamo tratto ispirazione da altri gruppi: l´idea è stata quella di voler proporre brani popolari in musica classica, esistendo già su territorio vari gruppi popolari che utilizzano strumenti appartenenti proprio alla tradizione popolare. Il desiderio era essenzialmente quello di dare un piccolo contributo per non far smarrire un repertorio musicale rimesso completamente alla memoria degli anziani che ricordano i brani popolari della loro infanzia.
La vostra formazione ha inciso sulla volontà di organizzarvi come gruppo?
Siamo tutti musicisti diplomati al Conservatorio con conseguenti innumerevoli specializzazioni, per cui la nostra è una formazione classica. Ci siamo "scelti" per amicizia e per la grande stima personale e professionale che ci unisce.
A che tipo di pubblico si rivolge la vostra musica?
Ci rivolgiamo ad un pubblico veramente variegato: la nostra musica è apprezzata dai cultori, ma anche da tutti coloro che non frequentano abitualmente le sale da concerto. Trattandosi di brani popolari, in una prima fase solo calabresi, ma ora anche napoletani e argentini, essi risultano riconoscibili e godibili più facilmente.
Qual è stata l'emozione più grande che avete vissuto?
Tante, ultima in ordine di tempo la mattinata trascorsa a Roma, nella Sala Protomoteca del Campidoglio, ci è stato assegnato un premio da una giuria prestigiosa e siamo anche stati invitati a riproporre il nostro concerto nelle Sale del Bramante il prossimo gennaio. Certo non possiamo dimenticare l´esperienza vissuta a Malta nel 2004. Lì abbiamo potuto constatare la grande ammirazione dimostrataci non solo dagli italiani presenti, ma addirittura dai maltesi che hanno apprezzato tantissimo i nostri brani popolari pur non conoscendoli riempiendoci di applausi e di complimenti!
In Calabria che tipo di riscontro avete con il pubblico e il territorio?
domenica 26 giugno 2011
Quando l'arte non si ferma
Artisti giovani che si rivolgono ad un pubblico giovane: in queste parole si può condensare il senso della manifestazione Non FermArti, che ha messo in scena per ventiquattro ore consecutive, diverse forme d’arte. Lungo il Crati, nel complesso Sant’Agostino è stata allestita la mostra, tante le opere pervenute da ogni parte d’Italia per la kermesse e tantissimi i visitatori che si sono intrattenuti tra i padiglioni dell’esposizione e con gli artisti. L’intera struttura è stata percorsa e ripercorsa da ciascuno: una pista sul pavimento guidava dall’ingresso alle varie sale,verso i lavori da ammirare e gli spettacoli a cui assistere. L’atmosfera creava una sensazione coinvolgente di arte da guardare e da vivere; interno ed esterno dell’edificio ospitante sono stati sapientemente sfruttati e per tutta la durata della manifestazione c’è stato un continuo brulicare di persone, sospinte dalla curiosità tra una sala e un’altra e da un piano all’altro, mentre le iniziative si susseguivano. Dalla danza del ventre, alla lettura teatrale di testi, dalla musica classica, al balletto contemporaneo, in un intenso susseguirsi di informazioni e spettacoli, tutti animati dal tema del doppio.
Il “doppio” è una tematica ricorrente nella letteratura e nell’arte in genere; c’è chi l’ha vissuto come tormento, chi lo ha esorcizzato, chi vi ha convissuto semplicemente; già i miti più antichi mostrano il fascino della dualità dell’essere, a volte come una situazione da sconfiggere, altre volte come la debolezza che portava alla follia senza via d’uscita. I moderni artisti per alcuni versi hanno riproposto queste visioni già consolidate del dualismo, mentre altri hanno preferito dare un’impronta personale al tema. Non in tutte le opere il doppio è diventato uno specchio o un riflesso, spesso è stato cristallizzato l’attimo nel quale la “seconda parte” si impossessa dell’uomo comune, magari cogliendo in uno sguardo riproposto in bianco e nero, il momento in cui la consapevolezza colpisce la speranza e la pupilla si dilata regalando un’espressione decisa e forte al volto. Il doppio come il momento in cui due ballerini non sono più una coppia, ma si uniscono in un’elegante presa, concentrati e soli al centro della scena anche se davanti a tanta gente. A tema anche i testi proposti dal vivo e le rappresentazioni teatrali, musicali e canore che si sono successe per tutta la durata della manifestazione. Associato alle ventiquattro ore d’insonnia creativa un concorso per definire chi sia stato l’artista capace di interpretare e trasmettere al meglio la sua idea di doppio. Ogni visitatore ha avuto un talloncino su cui segnare il proprio preferito, mentre una giuria tecnica ha analizzato le diverse opere ed espresso il suo giudizio tecnico. Ne sono usciti vincitori Ovidiu Morgos e Diego Fazio, con le loro opere, ma, senza ombra di dubbio tutti gli artisti hanno avuto il merito di attrarre gli amanti del genere e, ancor di più, di far parlare di arte i giovani.
giovedì 23 giugno 2011
Il latte della mamma non si scorda mai
di Bruna Larosa
giovedì 16 giugno 2011
Stelle in punta di piedi
di Bruna Larosa
martedì 14 giugno 2011
Stilisti eccellenti
di Bruna Larosa
martedì 7 giugno 2011
L'arte nel sangue
di Bruna Larosa
Una commissione di esperti italiani e internazionali si sono riuniti e consultati per selezionare quale delle opere in lizza fosse meritevole del premio. Selezionati tre artisti, Santo Alessandro Badolato, Domenico Cordì e Roberta Mandoliti si è proceduto con la premiazione e il riconoscimento che prevede la possibilità di trascorrere tre settimane alla International Artists Residency, all’Omi International Arts Centernello nello stato di New York è stato assegnato al giovane artista di Catanzaro, Domenico Cordì. Già noto nel mondo dell’arte grazie alla partecipazione a diverse esposizioni personali e collettive, ultima delle quali quella denominata Seisud, tenutasi a Gubbio e conclusasi da poco, Cordì ha accolto con emozione ed entusiasmo la prospettiva di crescita e formazione artistica che gli è stata prospettata. D’altro canto la sua capacità di trasporre l’Io in arte, attraverso elementi semplici che riportano alle tradizioni, come ben evidenzia la motivazione del riconoscimento, descrive le doti e il talento che hanno fatto la differenza. Abbiamo parlato con lui della formazione e della passione per l’arte e della possibilità che gli si apre davanti.
Cordì, quando si è avvicinato all’arte?
Il mio primo approccio con i colori l’ho avuto grazie al writing in strada, ma credo che l’intenzione artistica fosse ancora inconscia e sicuramente presente già da prima. La decisione di percorrere questo mondo è maturata con il tempo, ma non la chiamerei decisione, un amico mi disse che "è l’arte a scegliere noi".
Ha seguito un percorso di studi a tema?
Ho frequentato l’accademia inscrivendomi al corso di grafica e conseguendo la laurea di primo livello, durante gli studi ho conosciuto i miei attuali compagni di viaggio che sono diventati la mia vera accademia.
Cosa desidera trasmettere a chi osserva un suo lavoro?
L’aspirazione è quella di creare un sentimento, generato da un momento di riflessione.
Cosa si aspetta dall'esperienza che da qui a breve farà?
Sicuramente sarà un’esperienza che mi arricchirà ad ogni livello. Conoscerò 29 artisti di altrettanti paesi del mondo con i quali vivrò e lavorerò per 3 settimane… prendere in considerazione "cosa aspettarmi", nello specifico, mi fa pensare ad una totale confusione di energia positiva.
Si sente emozionato?
Certo che sono emozionato, è una cosa importante, ed estremamente positiva per moltissimi aspetti, che vanno oltre la mia persona coinvolgendo tutto un mondo di persone che vivono la realtà artistica con la passione nell’animo. Sono campi verdi queste opportunità, in un mondo difficile fatto di dinamiche spesso lontane dal concetto di arte.
domenica 22 maggio 2011
Non essere più ostaggio

mercoledì 18 maggio 2011
La rete si gonfia di orgoglio
domenica 8 maggio 2011
La lotta che non è violenza

di Bruna Larosa
Le arti marziali racchiudono un insieme di discipline diverse eppur accumunate da quell’insieme di valori e caratteristiche che le rendono interessanti e seguite anche in contesti diversi da quelli delle loro origini. Ci sono, poi, alcuni rami che, pur essendo inseriti nel contesto olimpionico, si stanno sempre più trasformando in sport per intenditori eppure gli universitari del Campus di Arcavacata possono praticarle e imparare ad apprezzarle presso il Cus. È il caso della lotta greco – romana, una disciplina dalle origini antichissime la cui particolarità consiste nell’esaltare il gesto atletico al fine di mettere in evidenza le caratteristiche della resistenza e della potenza, cioè di quei canoni estetici cari alle sue stesse origini. All’ultima kermesse regionale di Lotta in Stile Libero, diversi giovani si sono misurati nel campo delle arti marziali, tra di loro Emmanuel De Luca, un ragazzo di Rossano, che ha vinto la medaglia d’argento.
Emmanuel, da quanto tempo pratica questa disciplina?
Pratico la lotta da due anni, anche se mi ha sempre appassionato; purtroppo però in Calabria non è uno sport molto diffuso e prima la esercitavo in modo amatoriale. Già da prima però ero avvezzo alle tecniche dello Judo, che ho praticato a livello agonistico e ho fatto rugby, tutto sempre presso il Centro Sportivo Universitario dell’Unical, dove mi sono formato allo sport.
Come mai si è appassionato proprio alla lotta greco-romana?
Pur praticando stile libero e judo, la lotta mi è sempre piaciuta fin da bambino, del resto sono cresciuto guardando i cartoni animati dell’uomo tigre e il wrestling in tv! La lotta greco – romana è, senza alcun dubbio, la mia disciplina preferita, la ritengo l’arte marziale che più ci appartiene culturalmente.
Quali valori le ha trasmesso questo tipo di sport?
Le arti marziali in genere trasmettono dei valori altissimi come la disciplina e il rispetto per l'avversario e per le regole. Danno, inoltre, un equilibrio che si conquista tramite il sacrificio. Chi pratica queste discipline cura il culto della forza e dell'equilibrio mai quello della violenza, che anzi, alieniamo. I valori che provengono dalle discipline che pratico li riporto nella vita di tutti i giorni e soprattutto nel mio lavoro: sono un agente della polizia provinciale di Cosenza.
Ha partecipato a diversi tornei,gli ultimi in ordine di tempo a livello regionale e ha anche vinto alcune medaglie, che emozioni ha provato?
Sia ai campionati regionali di libera che ai nazionali universitari di greco – romana sono sempre stato molto fortunato classificandomi rispettivamente al secondo e al terzo posto. È sempre una grande emozione gareggiare o anche solo allenarsi con i propri compagni di squadra, anche perché queste discipline non si praticano per le medaglie, ma per passione e spirito di squadra.
Pubblicato su Mezzoeuro n. 17 del 30 Aprile 2011
sabato 7 maggio 2011
Il maestro e il docente
