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giovedì 19 maggio 2016

Il pellegrinaggio di Fratel Biagio passa da Cosenza

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 14/05/2016


È arrivato a Cosenza il pellegrinaggio di fratel Biagio, ovvero Biagio Conte, il miracolato di Lourdes che ha riacquistato l’utilizzo delle gambe dopo essersi immerso nelle acque della fonte santa. Fratel Biagio, laico e fortemente impegnato nel sociale, è partito l’11 aprile da Palermo per fare un pellegrinaggio a piedi, fino a Roma, con una croce in spalla e solo con le sue forze. La paralisi degli arti inferiori era avvenuta a causa dello schiacciamento di alcune vertebre della schiena in seguito al lavoro pesante svolto nelle sue Missioni, il miracolo che si lega al suo nome è accaduto nel 2014 ed è stato vagliato come reale dalla Curia di Palermo. Una volta giunto a destinazione fratel Biagio incontrerà papa Francesco e gli chiederà aiuto per le sue Missioni, incappate in lungaggini burocratiche, perché “i poveri non devono perdere la speranza e sono un dono per tutti”. Proprio il portar con sé, a spalla, una croce di legno lo ha reso riconoscibile a molti cosentini e rendesi che lo hanno notato e hanno voluto parlar con lui e accompagnarlo per un piccolo tratto lungo il suo cammino. La storia di questo mistico è molto sofferta e travagliata: il tutto nasce da una profonda crisi mistica che lo ha portato solo ventenne all’eremitaggio e poi a un primo pellegrinaggio a piedi verso Firenze. Viste le condizioni di vita che sperimentano molte persone nella sua città natale, fratel Biagio ha avvertito l’esigenza di fare qualcosa e ha fondato delle “Missioni di speranza e carità”, dove i poveri e gli ultimi del mondo moderno possono trovare ricovero e conforto. Attualmente le Missioni sono tre e si occupano di poveri ed emarginati, di donne sole e ragazze madri, di stranieri e profughi. In totale sono circa 800 coloro che si affidano a questi ricoveri per ricevere aiuto, qui ad attenderli anche altri missionari e circa 400 volontari. Amichevole e aperto agli altri, lungo il suo cammino, non si è tirato indietro davanti all’accoglienza dei cosentini, fatta di strette di mano, incoraggiamento e la richiesta di tante foto ricordo.