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mercoledì 25 maggio 2016

Rinunciano a curarsi per problemi economici

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 24 maggio 2016



A causa dei problemi economici rinunciano a curarsi quasi diecimila residenti dell’area urbana: la salute è un diritto sancito dalla Costituzione, eppure medicine, visite specialistiche, cure odontoiatriche finiscono per far precipitare le famiglie sotto la soglia di povertà: una situazione che rappresenta la realtà in tutto il Paese e anche in città. Stando alle stime di Demoskopika sono stati circa 900 tra Cosenza, Rende e Castrolibero, i nuclei familiari caduti sotto la soglia di povertà per via delle spese sanitarie tanto che, in un solo anno (tra il 2013 e il 2014), si è verificata una contrazione della spesa per la salute del 4,8%, pari a 4 milioni di euro in meno. Andando a verificare la situazione nell’area urbana si stima che oltre 3 mila famiglie siano state costrette ad affrontare spese socio-sanitarie pesantissime, motivo per cui sono moltissimi coloro che scelgono di non curarsi. Non è difficile incontrare concittadini che riscontrino questi problemi nella vita di tutti i giorni. «Nella mia famiglia c’è proprio un caso di questi: mio nonno, a  letto da dicembre, ha subito diverse operazioni – racconta Domenico Pappalettera, agente di commercio – ha una pensione di 580 Euro e, tralasciando le medicine e le visite specialistiche a pagamento che ha dovuto fare, si è anche dovuto sobbarcare della spesa di un viaggio a Roma in ambulanza e ne dovrà effettuare un altro prossimamente e rimanere nella capitale per almeno un mese… Mettiamo che lui non avesse una casa di proprietà, non avesse l’appoggio dei figli, come avrebbe fatto con un reddito così basso? Partendo dalla mia esperienza personale, mi fa malissimo pensare al disagio che tante persone vivono sulla loro pelle». Dall’esperienza diretta a situazioni trasversali che colpiscono sempre per la loro durezza: «conosco diverse persone che rinunciano a curarsi – commenta Domenica Biondo, rappresentante - ma ne conosco anche altre che, per quanto si possa pensare che abbiano mentalità arretrate per altri aspetti della vita, spendono tantissimo in cure specialistiche private. Diciamo che curarsi o non curarsi a volte dipende anche dalla mentalità». Dure le considerazioni sulla sanità che si registrano in giro: «la sanità pubblica, lenta come un bradipo in merito a questa problematica – commenta Francesco Altomare, musicista - non è un servizio completamente gratuito, la paghiamo con le nostre tasse. Se avessimo buste paga più piene con le quali poter pagare le visite specialistiche, eviteremmo così di trascurarci. Conosco molte persone – continua Altomare - che vedono, ad esempio, il discorso odontoiatrico come un problema prettamente estetico, e rinunciano a curarsi, proprio per i costi esorbitanti di questo tipo di prestazioni».