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giovedì 18 febbraio 2016

Master, se il lavoro tarda ad arrivare

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 17/02/2016


Investire per specializzarsi e allungare con titoli il curriculum sembra essere l’unica risposta quando, con la laurea in tasca e tanti sogni, l’idea di entrare nel mondo del lavoro non riesce a realizzarsi in tempi brevi. Succede in tutta Italia, accade anche agli studenti dell’università della Calabria. Nel primo mese del 2016 sono stati 22 i master che il campus ha proposto ai neolaureati, una varietà di offerta che riguarda sia il settore umanistico che quello scientifico, mentre continuano a moltiplicarsi in città gli enti privati in grado di erogare dei master nel ventaglio della loro offerta formativa. Questi corsi post laurea possono essere di primo o di secondo livello e vi si accede in base al titolo che si possiede, triennale o magistrale. Sono tanti i motivi che spingono gli studenti a intraprendere un nuovo percorso di studio, dopo la proclamazione.  «Cominci a pensare al master quando la paura di cosa fare dopo la laurea ti assale e si trasforma in ansia e voglia di mollare tutto – dice Antonello Siracusa, laureando del dipartimento di scienze aziendali – quando si vede l’immobilismo del mondo del lavoro non hai lo stimolo di impegnarti e di sbrigarti, se ci si pone come obiettivo un master dopo la laurea si crea un cuscinetto di tempo per ammortizzare l’attesa di un lavoro vero e la situazione, almeno mentalmente, è più sopportabile». Sulla stessa lunghezza d’onda anche una studentessa di area umanistica che estende il suo pensiero all’investimento economico che chi pensa di iscriversi a un master deve mettere in conto: «il master potrebbe essere una soluzione valida per ovviare al problema dell'invio compulsivo di curriculum che spessissimo non trova risposta – dice Isabella Mari, studentessa all’ultimo anno della specialistica in Linguaggi dello spettacolo, del cinema e dei media - il problema dei costi elevati è evidente, però se diventa davvero un investimento per il futuro, è buono pensarci seriamente». Gli studenti e i laureati Unical sembrano essere tutti d’accordo sul fatto che il master possa essere utile, ma devono sussistere delle condizioni: «fare un master sarebbe molto importante perché amplifica e aumenta le conoscenze, e non si sa mai abbastanza – a parlare così Vincenzo Caristo, neolaureato in ingegneria - io lo farei proprio per questo e per avere qualche possibilità in più nel mondo del lavoro... sarei un po’ combattuto sul farlo o meno all’Unical perché, anche se l'organizzazione generale dei vari corsi di laurea è buona, ancora manca quella connessione con le aziende tale per cui ci sia un collegamento tra la teoria data da un master e il mondo del lavoro. Collegamento che, a più riprese, confrontandomi con colleghi che hanno scelto di studiare altrove, fosse anche per un master, ho scoperto esserci in altre università fuori regione». C’è anche chi spostandosi dalla Calabria ha valutato altre alternative alla possibilità di un master: «l'offerta formativa dell’Unical non mi piaceva molto – racconta Chiara Gabriele, laureata del dipartimento di scienze giuridiche -  e quando ho scelto di andare fuori ho preferito impegnarmi in un'esperienza lavorativa. Nonostante ciò ritengo che i master siano molto utili, ma se sono specifici e mirati: per esempio nel mio settore a me sarebbe piaciuto molto farne uno in diritto tributario, ma sono veramente costosissimi».