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domenica 26 giugno 2011

Quando l'arte non si ferma




di Bruna Larosa




Artisti giovani che si rivolgono ad un pubblico giovane: in queste parole si può condensare il senso della manifestazione Non FermArti, che ha messo in scena per ventiquattro ore consecutive, diverse forme d’arte. Lungo il Crati, nel complesso Sant’Agostino è stata allestita la mostra, tante le opere pervenute da ogni parte d’Italia per la kermesse e tantissimi i visitatori che si sono intrattenuti tra i padiglioni dell’esposizione e con gli artisti. L’intera struttura è stata percorsa e ripercorsa da ciascuno: una pista sul pavimento guidava dall’ingresso alle varie sale,verso i lavori da ammirare e gli spettacoli a cui assistere. L’atmosfera creava una sensazione coinvolgente di arte da guardare e da vivere; interno ed esterno dell’edificio ospitante sono stati sapientemente sfruttati e per tutta la durata della manifestazione c’è stato un continuo brulicare di persone, sospinte dalla curiosità tra una sala e un’altra e da un piano all’altro, mentre le iniziative si susseguivano. Dalla danza del ventre, alla lettura teatrale di testi, dalla musica classica, al balletto contemporaneo, in un intenso susseguirsi di informazioni e spettacoli, tutti animati dal tema del doppio.



Il “doppio” è una tematica ricorrente nella letteratura e nell’arte in genere; c’è chi l’ha vissuto come tormento, chi lo ha esorcizzato, chi vi ha convissuto semplicemente; già i miti più antichi mostrano il fascino della dualità dell’essere, a volte come una situazione da sconfiggere, altre volte come la debolezza che portava alla follia senza via d’uscita. I moderni artisti per alcuni versi hanno riproposto queste visioni già consolidate del dualismo, mentre altri hanno preferito dare un’impronta personale al tema. Non in tutte le opere il doppio è diventato uno specchio o un riflesso, spesso è stato cristallizzato l’attimo nel quale la “seconda parte” si impossessa dell’uomo comune, magari cogliendo in uno sguardo riproposto in bianco e nero, il momento in cui la consapevolezza colpisce la speranza e la pupilla si dilata regalando un’espressione decisa e forte al volto. Il doppio come il momento in cui due ballerini non sono più una coppia, ma si uniscono in un’elegante presa, concentrati e soli al centro della scena anche se davanti a tanta gente. A tema anche i testi proposti dal vivo e le rappresentazioni teatrali, musicali e canore che si sono successe per tutta la durata della manifestazione. Associato alle ventiquattro ore d’insonnia creativa un concorso per definire chi sia stato l’artista capace di interpretare e trasmettere al meglio la sua idea di doppio. Ogni visitatore ha avuto un talloncino su cui segnare il proprio preferito, mentre una giuria tecnica ha analizzato le diverse opere ed espresso il suo giudizio tecnico. Ne sono usciti vincitori Ovidiu Morgos e Diego Fazio, con le loro opere, ma, senza ombra di dubbio tutti gli artisti hanno avuto il merito di attrarre gli amanti del genere e, ancor di più, di far parlare di arte i giovani.
























Pubblicato sul numero 25 di Mezzoeuro in edicola dal 25 giugno 2011