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giovedì 23 giugno 2011

Il latte della mamma non si scorda mai


di Bruna Larosa


Il Ministero della Salute ha chiamato in piazza tutte le donne e le giovani madri con un’iniziativa a loro dedicata sul delicato tema dell’allattamento al seno. L’emancipazione della donna ha avuto degli alti e bassi, slogan deboli ed eccessi e, certamente, quella che abbiamo davanti anche oggi è una strada in salita, tra il recupero di vecchie campagne gloriose e una nuova consapevolezza che si accompagna all’essere donna. Il corpo è da sempre bersaglio di osservazioni, critiche e giudizi, il metro di misura attraverso cui ci si presenta agli altri e nel desiderio di apparire al meglio lo si cura con attenzione.

Quando, più in particolare, si parla del corpo delle donne la situazione è ancor più spinosa: negli anni settanta sono state costruite intere battaglie per far prendere coscienza alle donne di loro stesse anche attraverso il loro corpo. Con l’intento di far riconoscere le violenze subite è stato fatto capire alle donne che il “corpo è il loro” e che non dovevano mai più giustificare soprusi, magari vivendoli come un qualcosa di inevitabile. In quegli stessi anni l’affermazione di se stesse attraverso il possesso del proprio corpo induceva le giovani madri a non allattare i figli al seno. Oggi la Campagna promossa dal Ministero “Il latte di mamma non si scorda mai” ha proposto una tappa in ogni città del paese e tante informazioni per tutti coloro che hanno voluto prendervi parte.


Gli stand, tra cui anche uno dell’Unicef, sono stati posizionati in Piazza dei Bruzi e hanno colorato l’ambiente e la giornata dal tempo incerto. Molte le donne presenti all’iniziativa e diverse le persone che si sono intrattenute per le tavole rotonde che si sono successe durante tutta la giornata. Il successo dell’iniziativa è stato anche legato al fatto che essa ha costituito un bel momento di crescita e confronto per le madri giovani, meno giovani e aspiranti tali, che si sono trovate insieme, unite dalla volontà comune di fare il meglio per i loro figli.






Pubblicato sul numero di Mezzoeuro in edicola dal 18 giugno 2011