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martedì 7 giugno 2011

L'arte nel sangue


di Bruna Larosa





Una commissione di esperti italiani e internazionali si sono riuniti e consultati per selezionare quale delle opere in lizza fosse meritevole del premio. Selezionati tre artisti, Santo Alessandro Badolato, Domenico Cordì e Roberta Mandoliti si è proceduto con la premiazione e il riconoscimento che prevede la possibilità di trascorrere tre settimane alla International Artists Residency, all’Omi International Arts Centernello nello stato di New York è stato assegnato al giovane artista di Catanzaro, Domenico Cordì. Già noto nel mondo dell’arte grazie alla partecipazione a diverse esposizioni personali e collettive, ultima delle quali quella denominata Seisud, tenutasi a Gubbio e conclusasi da poco, Cordì ha accolto con emozione ed entusiasmo la prospettiva di crescita e formazione artistica che gli è stata prospettata. D’altro canto la sua capacità di trasporre l’Io in arte, attraverso elementi semplici che riportano alle tradizioni, come ben evidenzia la motivazione del riconoscimento, descrive le doti e il talento che hanno fatto la differenza. Abbiamo parlato con lui della formazione e della passione per l’arte e della possibilità che gli si apre davanti.

Cordì, quando si è avvicinato all’arte?

Il mio primo approccio con i colori l’ho avuto grazie al writing in strada, ma credo che l’intenzione artistica fosse ancora inconscia e sicuramente presente già da prima. La decisione di percorrere questo mondo è maturata con il tempo, ma non la chiamerei decisione, un amico mi disse che "è l’arte a scegliere noi".

Ha seguito un percorso di studi a tema?

Ho frequentato l’accademia inscrivendomi al corso di grafica e conseguendo la laurea di primo livello, durante gli studi ho conosciuto i miei attuali compagni di viaggio che sono diventati la mia vera accademia.

Cosa desidera trasmettere a chi osserva un suo lavoro?

L’aspirazione è quella di creare un sentimento, generato da un momento di riflessione.

Cosa si aspetta dall'esperienza che da qui a breve farà?

Sicuramente sarà un’esperienza che mi arricchirà ad ogni livello. Conoscerò 29 artisti di altrettanti paesi del mondo con i quali vivrò e lavorerò per 3 settimane… prendere in considerazione "cosa aspettarmi", nello specifico, mi fa pensare ad una totale confusione di energia positiva.

Si sente emozionato?

Certo che sono emozionato, è una cosa importante, ed estremamente positiva per moltissimi aspetti, che vanno oltre la mia persona coinvolgendo tutto un mondo di persone che vivono la realtà artistica con la passione nell’animo. Sono campi verdi queste opportunità, in un mondo difficile fatto di dinamiche spesso lontane dal concetto di arte.



Pubblicato sul n. 22 di Mezzoeuro in edicola dal 4 giugno 2011