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domenica 8 maggio 2011

La lotta che non è violenza


di Bruna Larosa

Le arti marziali racchiudono un insieme di discipline diverse eppur accumunate da quell’insieme di valori e caratteristiche che le rendono interessanti e seguite anche in contesti diversi da quelli delle loro origini. Ci sono, poi, alcuni rami che, pur essendo inseriti nel contesto olimpionico, si stanno sempre più trasformando in sport per intenditori eppure gli universitari del Campus di Arcavacata possono praticarle e imparare ad apprezzarle presso il Cus. È il caso della lotta greco – romana, una disciplina dalle origini antichissime la cui particolarità consiste nell’esaltare il gesto atletico al fine di mettere in evidenza le caratteristiche della resistenza e della potenza, cioè di quei canoni estetici cari alle sue stesse origini. All’ultima kermesse regionale di Lotta in Stile Libero, diversi giovani si sono misurati nel campo delle arti marziali, tra di loro Emmanuel De Luca, un ragazzo di Rossano, che ha vinto la medaglia d’argento.

Emmanuel, da quanto tempo pratica questa disciplina?

Pratico la lotta da due anni, anche se mi ha sempre appassionato; purtroppo però in Calabria non è uno sport molto diffuso e prima la esercitavo in modo amatoriale. Già da prima però ero avvezzo alle tecniche dello Judo, che ho praticato a livello agonistico e ho fatto rugby, tutto sempre presso il Centro Sportivo Universitario dell’Unical, dove mi sono formato allo sport.


Come mai si è appassionato proprio alla lotta greco-romana?

Pur praticando stile libero e judo, la lotta mi è sempre piaciuta fin da bambino, del resto sono cresciuto guardando i cartoni animati dell’uomo tigre e il wrestling in tv! La lotta greco – romana è, senza alcun dubbio, la mia disciplina preferita, la ritengo l’arte marziale che più ci appartiene culturalmente.

Quali valori le ha trasmesso questo tipo di sport?

Le arti marziali in genere trasmettono dei valori altissimi come la disciplina e il rispetto per l'avversario e per le regole. Danno, inoltre, un equilibrio che si conquista tramite il sacrificio. Chi pratica queste discipline cura il culto della forza e dell'equilibrio mai quello della violenza, che anzi, alieniamo. I valori che provengono dalle discipline che pratico li riporto nella vita di tutti i giorni e soprattutto nel mio lavoro: sono un agente della polizia provinciale di Cosenza.

Ha partecipato a diversi tornei,gli ultimi in ordine di tempo a livello regionale e ha anche vinto alcune medaglie, che emozioni ha provato?


Sia ai campionati regionali di libera che ai nazionali universitari di greco – romana sono sempre stato molto fortunato classificandomi rispettivamente al secondo e al terzo posto. È sempre una grande emozione gareggiare o anche solo allenarsi con i propri compagni di squadra, anche perché queste discipline non si praticano per le medaglie, ma per passione e spirito di squadra.





Pubblicato su Mezzoeuro n. 17 del 30 Aprile 2011