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lunedì 21 febbraio 2011

Una Radio da Festival

di Bruna Larosa


La radio è il mondo di chi, in altre faccende affaccendato, ha voglia di ascoltare della musica e di sentire cosa accade di nuovo. Non importa poi tanto che timbro di voce si abbia, è invece significativa la capacità di saper coinvolgere il pubblico. Una propensione che diviene ancor più importante oggi che la Radio, soprattutto quando nasce da un progetto giovane, non è solo una
‘voce’, ma un pacchetto comunicativo vero e proprio, che vive e si sviluppa sul web riuscendo a esercitare un forte potere sugli ascoltatori. Parliamo qui di Ponteradio con Angelo Iacopino, speaker dalla voce allegra e ragazzo dalla vita super impegnata e felice di aver tanto da fare. Ci ha descritto i progetti che segue, le sue collaborazioni anche al di fuori della Radio dell’Unical e di una nuova, entusiasmante iniziativa, che per la prima volta coinvolgerà l’Ateneo cosentino.


Angelo, come è nata la sua passione per il mondo radiofonico e il progetto Ponteradio?
La mia passione per questo tipo di lavoro è nata durante il mio stage presso Radio Libera Bisignano, dove ho intervistato Ennio Morricone. Ponteradio, invece, nasce da un piccolo gruppo di ragazzi di cui anche io ero parte, sostenuto dal prof. Daniele Gambarara. Il progetto è parso subito ambizioso a molti e noi stessi vi abbiamo profuso il massimo dell’impegno, senza mai lasciarci demoralizzare da chi non credeva che avremmo realizzato qualcosa.


In linea generale, può dirci quali devono essere i requisiti per lavorare in Radio?
È importante avere una buona proprietà di linguaggio ed essere interessati alla musica, ma ancor di più è la capacità di affrontare il percorso radiofonico con uno spirito versatile: uno speaker è anche regista, tecnico e autore dei programmi.


Che aria si respira nella vostra Redazione?
Siamo una squadra sostanzialmente compatta e questa è una grande forza, poiché così possiamo superare ogni tipo di ostacolo.


Come cambia il rapporto con gli ascoltatori in una web radio, rispetto al sistema tradizionale?
Fin dagli inizi abbiamo ricevuto un forte sostegno da parte del pubblico: ricordo con simpatia un ragazzo che, agli esordi di Ponteradio, diffondeva le nostre voci all’interno del suo pub. Da allora, il numero di persone che ci segue è cresciuto in modo notevole: abbiamo scoperto che la forza di una web radio è di riuscire a valicare i confini locali e nazionali e di godere di un alto grado di interazione rispetto ad altri media. Lo si fa attraverso la chat, strumento presente anche sul nostro sito, con la creazione di pagine Facebook o tramite contatti di posta elettronica. Inoltre, sono in crescita i gruppi musicali, spesso indipendenti ed emergenti, che affidano la promozione dei loro lavori a web radio, come la nostra. Certo la frequenza in FM è di facile accesso al pubblico, ma la trasmissione tramite il web garantisce una libertà maggiore di propagazione sul territorio, tant’è che la maggior parte delle radio in FM dispongono di un sito su cui ascoltare lo streaming.


Può anticipare qualche novità per il prossimo futuro?
Posso annunciare che Ponteradio sarà coinvolta attivamente nell’organizzazione del Festival delle Radio Universitarie, giunto alla sua quinta edizione. Il FRU ha fatto tappa in città come Perugia, Catania, Salerno e Padova e a maggio di quest’anno la manifestazione arriverà a Cosenza, nel campus universitario di Arcavacata. Per l’occasione, stiamo stilando un calendario ricco di eventi
musicali, tavole rotonde e workshop, preparandoci ad accogliere studenti da tutta Italia, a cui vogliamo lasciare un ricordo di Cosenza come una società con un potenziale culturale in evoluzione.








Pubblicato sul numero di Mezzoeuro in edicola dal 19 febbraio 2011