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domenica 16 gennaio 2011

Cucire il proprio futuro

di Bruna Larosa


Si toccano con mano i propri sogni quando con passione e dedizione ci si dedica ad un’arte particolare: inventare e creare abiti. Come in un comune progetto si mette prima su carta il modello dei propri sogni, linee sottili, via via più sicure, poi lo si trasforma in un vero abito con eleganza e maestria. E’ da un’idea creativa e pulsante che nasce un abito, prima nella mente dello stilista, poi dalla sua matita e, infine, dalla carta alla stoffa! Inseguendo il desiderio di realizzare un proprio brand la figura dello stilista equivale a quella dell’artista, poiché questi come ogni esteta si prodiga a realizzare ciò che immagina. Quando dal gusto dell’ideatore vien fuori un modello apprezzato e richiesto anche da altri c’è la possibilità di fare la differenza e di schiudere le porte del mondo della moda.

Parlare con una persona che vive queste emozioni fa emergere tutta l’attenzione verso i piccoli particolari, che sono poi i segni distintivi del talento; mentre la stoffa scivola tra le dita in un clima in cui si respira il fervore di chi crea e ama creare. È questo il mondo che ci ha svelato Rosita Trifilio, ragazza semplice dal sorriso pulito che frequenta l’accademia New Style di Cosenza e con impegno e abnegazione coltiva il sogno di diventare una stilista di fama.


Come è nata la sua passione per la moda?
Non c’è stato un momento preciso, ho sempre avuto una grande passione per il disegno; sin dalle scuole elementari disegnavo vestiti, sognando sfarzosi ed elegantissimi abiti da sposa e da cerimonia. Da sempre ho visto nei semplici e ingenui scarabocchi che tracciavo abiti veri, che avrei potuto realizzare nel mio futuro. Un aneddoto di famiglia vuole che io abbia questa passione poiché sarei il risultato di due lavori fusi perfettamente insieme, quello di mio padre, imbianchino e di mia madre, sarta: cosa poteva venir fuori se non una persona con tanta creatività? In realtà fino a tre anni fa disegnavo solo per passione, ho frequentato un istituto tecnico commerciale vicino al mio paese, ma una volta finita la scuola ho deciso di riprendere il mio sogno.



C’è qualche aneddoto in particolare che le ha aperto questa strada?
Effettivamente c’è un episodio particolare in cui ricordo di aver sentito dentro di me la volontà di diventare una stilista. Quand’ero piccola mia madre cuciva abiti per me e mia sorella in occasione di qualche festa di compleanno o di qualche matrimonio; ricordo in particolare un vestitino di velluto a coste blu scuro: non dimenticherò mai quel giorno! La premura di mia madre verso i dettagli perché calzasse al meglio e il taglio ricercato mi aprirono un mondo! In quell’occasione ho iniziato a pensare di diventare una stilista e creare abiti da poter vendere nei negozi.


Che tipo di studi sta seguendo per cercare di diventare una stilista?
Sto frequentando l’accademia di moda grazie alla quale sto acquisendo molte conoscenze storiche, pratiche e teoriche che mi stanno aiutando a crescere in questo ambito. Questo tipo di studi sono volti ad offrire attenzione ad ogni allievo perché ciascuno di noi deve riuscire ad affinare le proprie capacità. Proprio in questa ottica ho avuto la possibilità di partecipare a molti concorsi, che ci danno modo di conoscere i vari settori della moda prendendone visione personalmente. Proprio così si ottiene un bagaglio formativo e culturale ricco e adeguato per ogni occasione.



Oltre a ciò che si può apprendere da altri c’è qualcosa di più?
Ci sono molte cose che nessuno ti insegna e se non le hai nel cuore e nella mente non puoi fare questo lavoro. A mio avviso tra queste ci sono dei requisiti essenziali quali la creatività, la conoscenza del settore, un bagaglio culturale non indifferente, fantasia e passione.


Allora cosa significa essere una stilista?
Stilista è una parola piccola che racchiude in sé un mondo vasto e unico. In essa si ritrova la capacità di saper disegnare e anche la cultura, la creatività, le esperienze che ogni persona che vuole intraprendere questa strada cerca di trattenere in sé per trasformarle in creazioni.


Cosa si aspetta per il tuo futuro lavorativo?
Per il mio futuro mi auguro di iniziare a lavorare come stilista per qualche azienda del settore che riconosca la mia passione nel disegnare abiti. Se ciò non dovesse accadere comunque non mi arrenderei e cercherei di realizzare un mio marchio personale, così da aprire una serie di negozi con i miei abiti e dimostrare le mie capacità alle varie aziende del settore.




Pubblicato su Mezzoeuro in edicola dal 10/01/2011