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lunedì 6 dicembre 2010

Con il cuore nel mare

di Bruna Larosa


Il desiderio di guardare con altri occhi e di aprirsi a nuovi orizzonti è intrinseco in ognuno di noi e da questo punto di vista la Calabria può offrirci degli scenari di ineguagliabile bellezza. Sempre troppo assorbiti dal binomio Calabria/criminalità è, invece, importante sottolineare che nella nostra regione, così come in tutte le altre, esistono motivi di vanto. Da qualche anno, ad esempio, è attivo il Consorzio Calabria Sub, una realtà che intende valorizzare il patrimonio acquatico di gran pregio presente nei nostri mari. Certamente questo è un ambito di nicchia del turismo soprattutto perché poco valorizzato e sviluppato a livello locale; eppure è bene sapere che al di là delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che siamo abituati a vedere, c’è un’altra dimensione di inestimabile valore che proviene dall’ambiente sottomarino. Si cerca sempre una ‘Calabria diversa’, ma da un certo punto di vista può bastare davvero poco trovarla, dato che un’altra prospettiva non è poi così lontana. Di immersioni e di emozioni a contatto con l’ambiente marino abbiamo parlato con Alessio Paciello, un ragazzo di Soverato appassionato del mare e di apnea.


Alessio, da quanto tempo pratica questo sport e che tipo di preparazione fisica bisogna avere?


Per me si tratta di una vera e propria passione, tanto che il mio avvicinamento alle immersioni è stato un po’ un caso: l’iniziale difficoltà a nuotare mi ha paradossalmente aperto nuovi orizzonti, introducendomi all’apnea. Come tutte le attività sportive non richiede solamente un'adeguata preparazione fisica, necessaria per poter essere effettuata in piena sicurezza, ma anche una solida preparazione mentale. L’assioma di base è che la mente sia legata al corpo in una corrispondenza intima e biunivoca. Per curare l’aspetto fisico ci sono dei corsi di preparazione che insegnano degli accorgimenti utili alla pratica d'apnea, fondamentali per approcciarsi alla disciplina in modo sano e sicuro. Per i soggetti meno allenati si ricorre agli autorespiratori, grazie ai quali si può esplorare in sicurezza e per un tempo maggiore, l'ambiente marino.



Quali sono i luoghi più suggestivi in cui immergersi?

I luoghi migliori sono certamente i fondali rocciosi, le scogliere e le franate poiché offrono scenari colmi di biodiversità e pieni di colore. Un fattore che influenza la scelta dello scenario è la cosiddetta quota operativa, ad esempio con l'apnea dobbiamo ricordare che possiamo fare affidamento solo sui nostri mezzi. In un caso come questo l'esplorazione dell’ambiente marino è limitato all'indice di acquaticità e allenamento personali.



Qual è stata l’esperienza più emozionante vissuta grazie alle immersioni?

L’emozione più bella è la consapevolezza di entrare in un altro regno! L’acqua è un elemento in cui si provano delle sensazioni forti, addirittura violente e allo stesso tempo rigeneranti e catartiche. E’ un ritorno all'Io più nascosto, alle sensazioni più pure e profonde soffocate dalla modernità, è lo ‘stare bene con se stessi’. Tutto ciò è contornato dall’ingorda voglia di continue scoperte tempestata dalla ‘paura’ verso l’ignoto. Personalmente sono stato colpito dall'incontro con alcune delle creature che lo abitano, superbi animali, per dimensioni o per eleganza, con cui ho avuto la fortuna di nuotare assieme. E’ vivo in me il ricordo di alcuni incontri con una razza, che era solita bazzicare nella baia di fronte al mio lido: lì, nel loro ambiente non sembravano minimamente infastiditi dalla mia presenza di ‘ospite’ e, placida, si offriva all'osservazione e alla mia compagnia.



E’ possibile praticare questo sport a livello agonistico e, poi, consiglierebbe un’esperienza marina?

Dal punto di vista agonistico, purtroppo, questo è considerato un settore di nicchia: l’adeguata preparazione presuppone un impegno costante e vivo, difficile da mantenere soprattutto per chi non è già dell’ambiente. Pur praticandolo a livello amatoriale bisogna, poi, essere coscienti del fatto che l'immersione in A.R.A. è comunque un'attività sportiva, quindi non mi sento di consigliarla a persone completamente a digiuno di attività fisica. Nonostante ciò personalmente penso che tutti dovrebbero compiere almeno un pellegrinaggio in quella cattedrale che è il mare; avrebbero l’opportunità di regalarsi sensazioni che nessun'altra esperienza può offrire e raggiungerebbero una nuova e migliore sintonia con se stessi. Fortunatamente abitiamo in una regione che in quanto alla varietà degli ambienti naturali non ha nulla da invidiare a nessuna parte del mondo poiché offre ambienti marini tra i più diversificati e suggestivi possibili! Sembrerebbe banale ma ogni volta che si entra nel meraviglioso mondo dell'ambiente marino si vivono incredibili avventure, si vedono cose mai viste e si provano sensazioni che mai si potranno scordare.








Pubblicato su Mezzoeuro.