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mercoledì 27 gennaio 2016

Lavorare da studenti con un part-time Unical

Articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 26/01/2016

Ha destato interesse il bando per i lavori part-time che l’università di Arcavacata destina ai suoi iscritti e, in attesa delle graduatorie definitive, gli studenti hanno espresso le motivazioni che li hanno spinti a fare domanda o meno. Ogni anno l’Unical bandisce dei posti di collaborazione part-time con mansioni da svolgersi in un massimo di 100 ore, destinati agli iscritti degli anni successivi al primo che abbiano determinati requisiti di merito e reddito. Le domande pervenute all’ufficio risorse umane sono state in totale 543, di cui 15 circa da parte di studenti stranieri; il dipartimento con il maggior numero di domande inviate è stato quello di studi umanistici con ben 115 richieste, mentre agli antipodi il dipartimento di fisica registra un solo aspirante. I compiti che vengono affidati ai vincitori del bando possono riguardare l’apertura e la chiusura delle aule con la relativa verifica della dotazione didattica di base e, in ogni caso, devono essere espletati presso i dipartimenti, le biblioteche e i servizi amministrativi centrali. I giovani del campus di Arcavacata hanno voglia di mettersi alla prova, di crescere e di vivere l’esperienza universitaria al massimo, chi perché vuole avere una risorsa in più, chi per cominciare ad affacciarsi agli impegni e alle responsabilità che caratterizzeranno il mondo del lavoro. «Perché non partecipare? – dice Luigi Iaquinta, iscritto al dipartimento di ingegneria meccanica, energetica e gestionale - È un modo per migliorare i servizi dell'università ricevendo in cambio un piccolo compenso che mi permette di far fronte alle spese universitarie: sono uno studente idoneo alla borsa che vive nel campus, nel quartiere Monaci e, per mancanza di fondi, deve pagare l'affitto e non riceve la quota in denaro… Un piccolo aiuto economico fa sempre comodo!». Fa eco dal dipartimento di scienze politiche e sociali Isabella Castagna che descrive così la sua partecipazione al bando: «Sapevo che l'università offriva la possibilità di dare impiego agli studenti così, quando è uscito il bando, ho deciso di partecipare. Ho voluto approfittare dell'occasione per avere modo di vivere un lavoro, insomma: guadagnare dei soldi impegnando le mie capacità». Essere selezionati, però, comporterà che gli studenti dovranno trovare un equilibro tra studio e lavoro. «Se gli esiti mi designeranno come vincitrice – continua ancora Isabella - dovrò dividere la mia giornata in base agli impegni di lavoro e non dimenticare di stare sui libri: gli appelli d'esame non aspettano e non giustificano lavoro e impegni vari, ma ritengo che a 22 anni, sia giusto cominciare ad avere certe responsabilità e capire cos'è un lavoro». C’è anche chi, pur avendo preso visione del bando, ha preferito non partecipare: «Mi farebbe piacere e anche comodo prendere parte e, magari, vincere un posto con il bando part-time – afferma Roberta Lucente, iscritta a ingegneria edile-architettura - ma non me la sento perché gli orari delle lezioni sono molto fitti e tra la frequenza obbligatoria e la necessità di preparare gli esami e i progetti non riuscirei a conciliare tutti gli impegni come dovrei».