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lunedì 21 ottobre 2013

Emozioni in valigia

di Bruna Larosa

Editoriale apparso sul numero 38 di Klichè


I sogni sono come le possenti colonne d’Ercole, mitico confine del mondo conosciuto, stuzzicanti per la fantasia, rischio per la razionalità e, al tempo stesso, unica condizione per cui si avverta l’inevitabile bisogno di mettersi in cammino.

Il ronzio insistente dei trolley è un suono familiare che si trasforma in un’eco; un’aura che avvolge chi vi avanza dentro avvertendo dell’inizio di un percorso e rinnovando la promessa per il viaggiatore e l’onere per chi dovesse percepirlo, delle antiche sacre regole dell’ospitalità.

Non solo sogni nei bagagli di oggi: la valigia è diventata un luogo dell’anima; lo sa chi per un qualsiasi motivo ha affrontato un trasferimento e ha dovuto ripiegare la sua vita e le sue abitudini in una piccola scatola, caricando tutte le speranze di felicità in un biglietto di sola andata. È una nuova emigrazione che porta le persone ad andar lontano e non per un periodo di vacanza, ma per cercar fortuna altrove. Corsi e ricorsi storici, come direbbe Vico, in un’epoca che sembra non aver nulla di più da chiedere, ma al tempo stesso non offre alternative. Una mancanza di possibilità che costringe ad accettare il rischio di andar via, con la speranza che le emozioni raccolte in valigia vengano ancora fuori per essere positiva linfa di una nuova quotidianità.

In attesa che ognuno trovi la propria Itaca, che sia una dimensione dello spirito o un nuovo porto dove attraccare, abbiamo scritto di sogni, viaggi e viaggiatori, temi declinati con ironia o delicata attenzione per accompagnare voi tutti alla scoperta di nuovi spazi di cielo.