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lunedì 24 gennaio 2011

Mondino, maestro di fantasmagorie

di Bruna Larosa


Il Museo di Arte Contemporanea di Acri, una realtà culturale riconosciuta a livello nazionale, presenta la mostra ‘Aldo Mondino. Maestro di fantasmagorie’, per celebrare ancora una volta e attraverso i lavori di un grande artista il profondo valore dell’arte. Costituisce una sfida importante portare l'arte contemporanea in una realtà come quella calabrese, una sfida accolta e accettata dalle istituzioni locali consapevoli dei pregiudizi e dello scetticismo che ciò porta con sé.


L’entusiasmo è ancora maggiore quando si ha la possibilità di far conoscere un artista come il poliedrico Mondino, mai parco nella creatività, carico di un’esuberanza artistica positiva e ricercata. La mostra, dedicata a lui soltanto, è per ricordare attraverso la sua stessa arte il maestro torinese, scomparso nel 2005. L’artista in questione è uno dei rappresentanti della stagione di fermento culturale che ha caratterizzato gli anni Sessanta del capoluogo piemontese.


Lo stile originale di Mondino ripercorre e ripropone le sue esperienze intellettuali insaporendole della sottile, ma elegante sagacia con cui guardava il mondo. Una vita vissuta tra l’Italia e la Francia dove si reca ancora ragazzo e dove ha la possibilità di seguire i corsi del maestro William Hayter e dove frequenta l’Ecole du Louvre; nello stesso tempo stringe dei legami importanti con artisti del periodo quali Sebastian Matta e Wilfredo Lam. Bisogna riconoscere all’artista la capacità di riversare nel suo lavoro ogni vicissitudine astraendola dal contesto originario, metabolizzandola e adattandola allo studio manipolatorio della materia.


A beneficio del pubblico il titolo fortemente evocativo della mostra parla di ‘fantasmagorie’ lo stesso termine con cui in tempi recenti si sono identificate le prime creazioni cinematografiche che coinvolgevano diversi aspetti dell’arte quali le immagini e la musica. Un titolo che è già una presentazione poiché gli organizzatori lo ricollegano all’eco dei celebri versi del francese Arthur Rimbaud che con prontezza affermava ‘di aver tutti i talenti’ tra le prime righe dell’opera ‘Una stagione all’inferno’. Per evidenziare le diverse capacità di Mondino potrebbe essere sufficiente ricordare quelle sue opere costruite con confezioni di torrone, selle di cavallo o aringhe affumicate a testimonianza di una vicinanza alla realtà quotidiana non sempre comune tra gli artisti. Un’attenzione per il reale che proviene anche dalla frequentazione del maestro con un gruppo di poveristi, artisti che incentrano la loro attenzione su cose estremamente semplici, alle basi di quel linguaggio più complesso che si riflette spesso nell’arte.


Sempre a tali influssi si possono legare delle altre opere, quali le sculture in cioccolato e zucchero di canna. Il fluire costante di idee diverse si è trasformato in un insieme di ispirazioni sempre nuove che l’artista ha avuto la capacità di elaborare in maniera sempre nuova e originale. Così ogni esperienza di studio e di vita si trasforma in una nuova prospettiva, in una innovativa scoperta che viene applicata con sapienza e determinazione all’arte. Solo per citare alcuni tra i Maestri con cui il nostro ebbe a che fare ricordiamo, oltre l’espressionista William Hyter, il futurista Gino Severini, famoso per essere riuscito a fondere insieme fattibilità e creatività. Questi e anche altri artisti ebbero una profonda influenza sulla formazione del genio di Mondino.


La variegata vita del maestro torinese attraversa diversi periodi; una fase citazionista dai forti richiami pop e un successivo ciclo orientalista, sviluppatosi negli anni Settanta con la serie King, proseguito con quella dei Dervisci e con sperimentazioni solenni, eccentriche e coraggiose. È impossibile rappresentare lo spirito di un artista, ma il MACA ci prova proponendo venti opere diverse, scelte tra sculture di grandi dimensioni, dipinti e una serie di gioielli per offrire al pubblico la possibilità di sfiorare il carattere esotico e variegato del ‘creatore di fantasmagorie’.



Pubblicato su Mezzoeuro in edicola dal 15/01/2011