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giovedì 22 gennaio 2015

Precariato: stile di vita e altre amenità

di Bruna Larosa


Precario è il termine con cui si identificano tutte quelle persone non inserite in maniera stabile nel mondo del lavoro. Precario è una parola molto in voga, "precarietà dei sentimenti", precarietà nei matrimoni... Quella torta ha un equilibrio precario.... Il tempo è precario... Insomma, ossessionati come siamo abbiamo fatto diventare precaria ogni cosa.

Essere precari, nella realtà, non significa "solo" non avere stabilità, significa più che altro, non avere libertà.

Se lavori come precario sei un moderno schiavo di chi ti fa lavorare. Tu dai il massimo. Tu ci speri che le cose vadano al meglio "perché magari poi si vede". La verità è che si passa da uno schiavista all'altro e si guadagna solo tanta stanchezza, tanta disillusione...

Essere precari significa vivere di speranze mozzate, di progetti a metà, di genitori ansiosi che vegliano sui nostri sogni. Significa anche vivere di figli che non nasceranno.

Poi ti consigliano: un bambino fallo comunque. Per essere felici basta essere in due... Non so come vedere questo punto di vista: quando mi arriva la bolletta della luce non mi sembra di poter pagare con un foglio su cui ho stampato dei baci col rossetto.

La precarietà oggi è tutto, ma la cosa peggiore è che a volte conviene addirittura.

Pensate agli stipendi da fame con cui vogliono imbrigliarvi e ponderate, davvero, su quanto sia difficile alzarsi la mattina dal letto. Vale davvero la pena? Cos'è la vita di un precario? Un soffio da alimentare tra uno sfruttamento e l'altro, creando delle condizioni per cui non c'è speranza di aver di meglio e quindi ci si piega al primo lavoro stabile, anche se non convince pienamente.


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