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lunedì 27 maggio 2013

Quel paio di scarpe rosse in più

di Bruna Larosa


Purtroppo c’è un paio di scarpe rosse in più da aggiungere a quelle che sono state usate nelle principali città italiane per rappresentare le vittime della violenza sulle donne. Scarpe del colore del sangue, rosse come quelle indossate dalla gioiosa Alice nel suo paese delle meraviglie; eppure quello calpestato da queste donne, venute al mondo e strappate allo stesso con tanta brutalità, non è certo un luogo da fiaba.

È il gelido stupore della morte quello che secca la bocca e lascia senza fiato per la brutalità e l’efferatezza del gesto che ha coinvolto due giovanissimi della provincia di Cosenza.

Ancora una volta riflettori si accendono su occhi che si chiudono, il dubbio sorge con lancinante lucidità: questa emergenza si trasformerà, nostro malgrado, in brutale normalità? Sta forse già accadendo?
In questi giorni si parla di quest’altra donna uccisa, lei, poco più che bambina, nei tanti titoli che si rincorrono. 

Oggi ha un nome, un volto, un sorriso, lo sguardo di chi guarda al futuro. Domani, Fabiana, sarà solo un numero? Nessun ombrello può riparare dalla gelida pioggia che ha avvolto ciascuno di noi davanti alla shockante vicenda; nessun volo può portare abbastanza lontani dal dolore di una famiglia che in questo momento non vede alcuna luce; nessun urlo può svuotare l’animo dalla sofferenza cieca e lancinante.

Noi, narratori e spettatori di un mondo da sempre troppo sbagliato, possiamo rimanere sgomenti e, poi, indignarci.

Che questa indignazione sia il motore che possa portarci a parlare con i nostri compagni, con i nostri fratelli, con i nostri figli, che possa dare alle donne la dignità di dire la loro, di chiudere una relazione se non la ritengono più positiva. Che possa far capire all’uomo che l’amore non si possiede e che la morte non lo sigilla, che la vita è un valore e che è giusto continui anche dopo che una relazione finisce.

Non c’è gelosia che possa giustificare un solo schiaffo, tantomeno un tradimento che possa render giusto un omicidio.


Ph. Internet